Borgo abbandonato di Canate

Borgo abbandonato ubicato a 595 m. s.l.m. nei pressi del confine nord ovest del Comune, accessibile dalla frazione di Marsiglia tramite un percorso pedonale di circa 2 ore. Si tratta di un borgo nato intorno al XII secolo, sviluppatosi per la maggior parte lungo la direttrice viaria di mezza costa in direzione San Martino di Struppa, e in parte lungo il più antico percorso di crinale che scende, con la scalinata dei “mille gradini”, in direzione del fondovalle del Concasca verso il ponte medioevale di Cavassolo. Le attività che rendevano fiorente la vita del borgo erano legate alla produzione agricola e pastorale connessa alla cura dei terreni circostanti: allevamenti, frutteti e campi coltivati; i prodotti principali del territorio di Davagna che venivano commercializzati con l’area urbana di Genova erano i pomodori, il vino e il latte (se ne producevano 10.000 ettolitri l’anno). Nel borgo di Canate gli arredi dimostrano la lavorazione degli stessi direttamente sul posto a testimoniare l’abilità manuale della lavorazione del legno, per la creazione di botti, contenitori per il trasporto del latte, scale e utensili da lavoro. Gli ultimi interventi di miglioramento residenziale risalgono tra la fine del XIX secolo e gli inizi del XX secolo.
Questo insediamento ha subito uno spopolamento radicale a partire dagli anni 50 e 60 del XX secolo per effetto della mancanza di una strada carrabile, che, per contro, ha consentito il mantenimento quasi inalterato dei caratteri essenziali della vita domestica che gli altri insediamenti hanno perduto.
Oggi restano conservati parecchi edifici, compresi molti esemplari di arredi interni, come museo a cielo aperto a testimonianza della antica vita di comunità contadina e della tradizione artigiana che un tempo caratterizzava il borgo.

Descrizione tecnica: 
Il nucleo principale del borgo è composto da una trentina di fabbricati orientati a sud-ovest comprendente case per pastori e allevatori. STATO DI CONSERVAZIONE: La maggior parte degli edifici presenta un scarso/pessimo stato di conservazione (perdita del tetto e/o di parti intere di facciata, vegetazione infestante, solai crollati …). Vi sono poi 4 edifici ancora utilizzati o parzialmente utilizzati che presentano invece condizioni di conservazione medio/scarse. Nel complesso il Borgo conserva invece intatta la sua struttura originaria. AGIBILITÀ: indica il rispetto da parte dell’immobile delle normative, nazionali e locali (regionali, provinciali, comunali), riguardanti le condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico degli edifici e degli impianti negli stessi installati. Tutti gli immobili sono inagibili in quanto non rispettano i parametri imposti dal Regolamento Edilizio. Non è garantita la regolarità urbanistica ed edilizia dei fabbricati. SPAZI ESTERNI/PUBBLICI: medio/scarso è lo stato di conservazione del sentiero e della mulattiera per raggiungere il borgo. Sarebbero necessarie opere di consolidamento dei muretti a secco a lato della mulattiera e relativi ai terrazzamenti. Nel paese è stata recuperata una fontana pubblica da dove è possibile rifornirsi di acqua potabile. Il paese è l’incrocio di due sentieri escursionistici che partano uno da Marsiglia e l’altro da San Martino di Struppa e proseguano (segnavia con un cerchio rosso barrato) verso il colle Est del Monte Lago (847 m s.l.m.). Nell’ambito del documento “Norme di conformità e congruenza” del Piano Urbanistico Comunale di Davagna all’artico 6 il borgo di Canate è segnalato come emergenza storica architettonica sottoposta a vincolo paesistico-ambientale (http://www.comune.davagna.ge.it/uffici-comune/2-non-categorizzato/129-p-u-c-piano-urbanistico-comunale). Pertanto ogni progetto di recupero deve garantire il mantenimento delle caratteristiche architettoniche e compositive che caratterizzano il borgo.
Note: 
Gli atti ufficiali del PUC sono disponibili presso il Comune di Davagna; l'area indicata è approssimativa.

Progetti e opportunità

TAGS
Comune Tipologia area Tipologia Regionale
Davagna Borghi abbandonati Turistico
Contatti
Indirizzo: loc. Canate
Riferimenti per informazioni: Comune di Davagna Via Bombrini, 14 (GE) - Tel. 010907107 uff_tecnico.davagna@comunedavagna.it Università degli Studi di Genova, Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica e Ambientale (DICCA) Pt.dicca@gmail.com, 010-353 2820
Indirizzo Web: Sito web "Paesi fantasma"
Posizione: Lat: 44.476679280000 | Long: 9.055338800000
Informazioni
Proprietà: Privato
Superficie area: 17000,00
Possibilità di intervento: Il Piano Urbanistico Comunale di Davagna inserisce il borgo di Canate all’interno di un ambito non insediato di tipo “boscato”; è possibile recuperare gli edifici esistenti con piccoli ampliamenti per adeguare le abitazioni alle norme igienico sanitarie se è dimostrata la residenza nel sito. Sono ammesse le funzioni legate al presidio naturale, sportivo e naturale della zona. Uno studio di analisi e di proposte d’intervento sui borghi abbandonati è stato condotto da parte dell’Università degli Studi di Genova, Dipartimento DICCA (Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica e Ambientale) – equipe di pianificazione urbanistica e territoriale (Responsabile scientifico: Francesca Pirlone; Gruppo di ricerca: Ilenia Spadaro; Selena Candia) nell’ambito di un Progetto di Ricerca di Ateneo 2014-2016. Tale studio ha portato alla realizzazione della pubblicazione “I borghi antichi abbandonati. Patrimonio da riscoprire e mettere in sicurezza”, Franco Angeli (Pirlone F., 2016) che propone alcune strategie per la valorizzazione dei borghi, da attuarsi tramite la compartecipazione di componenti pubbliche e private. Le “funzioni di rinascita”, coerenti con la storia e le caratteristiche di Canate, potrebbero essere: il Museo a cielo aperto, il Laboratorio di antichi mestieri, per far rivivere antiche tradizioni sviluppando nuove filiere di prodotti incentivando la formazione di giovani imprese, o la Fattoria Sociale: “in quest’ultimo caso l’agricoltura sociale diviene una evoluzione del mondo agricolo dove le aziende agricole sociali di coltivazione o allevamento coinvolgono nel processo produttivo persone, per differenti motivi, a rischio di esclusione sociale”. Tali funzioni sono conformi alle attività previste dal PUC di Davagna per il recupero di Canate. Un’altra soluzione, suggerita dalla Facoltà di Architettura di Genova, Dipartimento Polis, proposta dalla Collana di Studi e Ricerche del Dipartimento (“Davagna nell’Alta Valbisagno”), propone l’Ecovillaggio: “i requisiti di base e i contenuti fondamentali di questa scelta operativa possono essere così brevemente sintetizzati: coinvolgimento diretto delle proprietà; scelta di una soluzione ecocompatibile di accessibilità motorizzata; valorizzazione contestuale degli edifici esistenti e del patrimonio rurale terrazzato circostante; inserimento di funzioni culturali, insediative, residenziali e turistiche di varia valenza e provenienza; unicità di gestione dell’intervento di recupero; ricorso a finanziamenti pubblici e privati in grado di garantire le prime fasi realizzative di cantiere e quelle di avvio socio economico nelle destinazioni d’uso localizzate; promozione immobiliare e turistica delle realizzazioni previste; creazione di un sito web speciale destinato al “futuro di Canate”; costruzione in Canate del principale centro Ecoturistico dell’intero Comune; recupero integrato multifunzionale della rete escursionistica convergente nel paese (pedonale, ciclabile ed equestre)…”.
Documenti
Video
Canate di Marsiglia - Dall'abbandono alla rinascita 2014
Fonte: Colsub